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Italian Motorcycles

Moto Aldbert 1952-1958

A Brief History of the Marque

Located at Via Torricelli, 14, between 1952 and 1958 this small factory in Milano produced some surprisingly fast motorcycles. They built fourstrokes of up to 246cc capacity including the very fast Razzo 175. Introduced in 1955, the Razzo (Rocket) could achieve 150 km/h. Other machines included the twostroke 175cc Gran Sport 175, 160cc Super Sport and Turismo Sport, and mopeds of 49cc.

Aldbert moto d'epoca

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Aldo Cavalleri, classe 1907, e Umberto Preti, classe 1921, si mettono in società ed iniziano un fruttuoso commercio di residuati bellici, principalmente moto.

La storia incomincia con Cavalleri nel 1925 quando, appena diciottenne, apre un negozio di riparazioni moto a Milano in via Torricelli, strada che diventerà la sede storica della moto Aldbert, denominazione che deriva dall'accoppiamento dei nomi dei due soci pronunciati in milanese e cioè Ald e Bert.

Preti, dopo aver frequentato la scuola per disegnatore meccanico, si impiega alla Isotta Fraschini, ma lavora poco perchè scoppia la guerra e va a combattere in Africa dove viene fatto prigioniero degli inglesi.

Durante la prigionia impara a riparare le moto britanniche e quanto torna a Milano mette a frutto queste sue conoscenze per rinfrescare le BSA, Triumph, ecc. che con l'amico Cavalleri acquista a lotti nei campi A.R.A.R..

I due soci amici comprano anche un Guzzino e un paio di Vespa che danno a noleggio, ma il loro sogno è di costruire una motocicletta tutta loro.

Nel 1951 nasce ufficialmente la Aldbert ed inizia la produzione di una 160 con motore proprio a due tempi.

I telai vengono commissionati alla fabbrica del comm. Gino Tappella, noto costruttore di biciclette ma anche di ciclomotori e motoleggere vendute col marchio Schneller Fuchs.

La moto viene siglata 160 Sport e presto le viene affiancata la 175 Supersport con motore maggiorato aumentandone l'alesaggio e con una nuova testa e un rapporto di compressione più alto.

Vengono così migliorate le prestazioni velocistiche che passano, dati dichiarati allora dalla fabbrica, da 105 a 120 km/h.

Le competizioni saranno sempre il "pallino" di Umberto Preti che è anche convinto della necessità di realizzare un propulsore da 175 a quattro tempi per dare maggior risalto all'immagine sportiva della Aldbert.

La cosa però non piace a Aldo Cavalleri che reputa l'impresa troppo onerosa e dall'esito incerto.

Così Cavalleri lascia la società ed al suo posto entra Vincenzo Clerici, giovanotto della nobiltà milanese appassionato di donne e motori; prende così forma il progetto "4 tempi".

Il propulsore è ben dimensionato ed è innegabile una certa somiglianza col motore 175 della Morini.

La nuova moto viene proposta anche in allestimento corsaiolo, col nome di Razzo, disponibile nelle accattivanti livree verde bianca e rossa.

Tipicamente la casa milanese allestiva serie di dieci moto per volta, ogni dieci 175 quattro tempi una era in versione Razzo.

Di 175 quattro tempi si stima ne siano state prodotto circa trecento per cui sono state realizzate una trentina di Razzo, disponibile nel tipo da gran fondo e pista, quest' ultima senza impianto di illuminazione.

La vitalità della piccola casa milanese, o meglio di Umberto Preti, è inesauribile e le novità non mancano mai.

Nel 1954 alla 32ma edizione dell'EICMA di Milano la Aldbert presenta tre esemplari del modello Razzo, gli unici costruiti e dei quali non si conosce la sorte, con motore a distribuzione monoalbero a catena e cilindro in alluminio, due su ciclistica convenzionale ed uno su telaio della 125 Super Sport.

Il progetto verrà subito abbandonato perchè alla complessità costruttiva non corrisponde un adeguato aumento di prestazioni.

Sempre nel 1954 viene anche costruita la 125 a due tempi equipaggiata con motore ATB della Arcelli e Tarditi di Borgomanero, si tratta di un modello raro realizzato solo in poche decine di unità nella versione turismo ed una sola nella versione supersport.

Non si tratta però della prima 125 costruita dalla Aldbert perchè già nel 1952 al Salone di Milano era stata presentata una ottavo di litro equipaggiata col motore della milanese Astoria.

Per poter essere presente in ogni settore, nel listino della casa milanese sono presenti anche i ciclomotori, proposti in due versioni turismo e sport e dotati di motore a due tempi MAV (Motori Ausiliari Velocipedi di Milano).

Si stima ne siano stati prodotti meno di una cinquantina e anche di questi non ne è rimasta traccia.

Nonostante l'impegno profuso per la realizzazione dei nuovi modelli, la piccola casa milanese, che non ha mai avuto più di cinque dipendenti, si avvia verso un inesorabile declino che la porterà alla chiusura nel 1958 dopo aver costruito in totale un paio di migliaia di moto.

Ad onore della Aldbert va sottolineato di essere sempre stata presente sui campi di gara.

Hanno corso con la Aldbert molti piloti tra cui: Tino Brambilla, Giorgio Castelli, Giancarlo Dobelli, Luciano Dondi, Salvatore Falcini, Gilberto Milani, Raoul Mondini, Osvaldo Perfetti, Romolo Rossi, Otello Spadoni, Giampiero Zubani.

Ricordiamo infine che il rider-builder milanese Giorgio Mazzilli ha realizzato nel 1956 una moto da fuoristrada, la numero 5 della sua produzione, con motore Aldbert 175 4 tempi regalatogli dallo stesso Umberto Preti.

Con questa moto Mazzilli ha partecipato a molte competizioni fuoristradistiche ed anche alla Valli Bergamasche.


At the end of World War II, Aldo Cavalleri (b. 1907) and Umberto Preti (b. 1921) began a business trading in war surplus materials, particularly motorcycles.

A born entrepreneur, Cavalleri had run a motorcycle repair shop in Milan which he started in 1925 at the age of 18.

The Milan premises became the base for the Aldbert company, a name derived from those of the two partners.

Preti, after attending a school of mechanical design, worked briefly at Isotta Fraschini before the outbreak of war. Like so many other Italians his war was brief. He was captured in North Africa by the forces of General Montgomery, and was well-treated by all accounts.

During his captivity he learned to repair British motorcycles and on repatriation with his friend Cavalleri purchased and restored mainly BSA and Triumph military motorcycles.

The two partners also bought Guzzino and Vespa machines for a rental business.

In 1951 Aldbert began producing a motorcycle with a 160cc two-stroke engine. The frames were built by Gino Tappella, a well known bicycle manufacturer who also built mopeds and light motorcycles sold under the brand name Schneller Fuchs.

The new Aldbert 160 Sport was joined by a 175 Super Sport which had a larger bore, an improved cylinder head and higher compression.

Shortly thereafter Vincenzo Clerici joined the company as technical director and began a four-stroke project which produced a 175cc 4T engine which bore a striking resemblance to the Morini (as did the Moto Aldbert logo). A production racer version was offered, the Razzo (Rocket), in eye-catching red, white and green livery. It is believed that some 30 of the 300 175cc machines produced were of the Razzo variety.

In 1954 at the 32nd edition of the EICMA in Milan, Aldbert presented three examples of the Razzo model, the only ones built with an OHC and aluminum cylinder, two in conventional frames and one in a 125 Super Sport chassis. The engine did not achieve the desired performance and the project was abandonded, and none of these machines appear to have survived.

Also in 1954, a 125-stroke two-stroke machine equipped with the ATB engine of the Arcelli and Tarditi di Borgomanero is was produced; this is a rare model of which only a few dozen were built in the turismo version, and just one supersport.

This is not the first 125 built by Aldbert - in 1952 at the Milan Motor Show they displayed a 125 equipped with an Astoria engine.

In order to be present in every sector there are also mopeds in the catalogue of the Milanese company offered in tursimo and sports versions powered by two-stroke MAV engines. Some 50 of these were built, none of which survive.

The Milanese company, which never had more than five employees, fell into an inevitable decline that led to closure in 1958 after building a total of some two thousand machines.

Competition

Aldbert was always well represented in road-racing. Many riders employed his motorcycles, including: Tino Brambilla, Giorgio Castelli, Giancarlo Dobelli, Luciano Dondi, Salvatore Falcini, Gilberto Milani, Raoul Mondini, Osvaldo Perfetti, Romolo Rossi, Otello Spadoni and Giampiero Zubani.

In 1956 Giorgio Mazzilli of Milan built an off-road machine, number 5 of its production, with an Aldbert 175cc 4 stroke engine delivered by Umberto Preti himself. Mazzilli rode this motorcycle in many off-road racing competitions and also at the Valli Bergamasche.


Sources: Moto di Lombardia, Henshaw.

Models include:

    48 48cc 1955-1960

    125 T 125cc 1952-1957

    160 S 165 1952-1957

    175 GS 175cc 1953-1957

    175 Razzo 175cc 1954-1957



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