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Benelli Motorcycles
Benelli-1964-50cc-Sprint

Benelli 50cc Sprint 1964


La Benelli, per fare un po’di storia, entra nel mondo dei ciclomotori nel 1956 con un motorino a telaio in lamiera stampata e forcella anteriore a biscottini, che presenteremotra qualche settimana. Un’entrata in ritardo, quando già la maggior parte delle grandi Case aveva in listino il proprio 48 o micromotore da anni.Il motore che lo equipaggia saprà però mantenersi longevo: salvo qualche cambiamento estetico rimarrà sulla breccia, con alterne fortune, sino agli anni 80 inoltrati. Appena presentato questo 48, denominato Ciclomotore, solo due anni dopo nasceva la necessaria versione sportiva, con carburatore da 15 mm e condotti di ammissione e scarico maggiorati, che portavano il simpatico motorino pesarese ad oltre 80 km orari. Pregio di questi 48 l’ottima cura costruttiva che garantiva affidabilità e prestazioni al Top della gamma unitamente a colori sgargianti e sempre alla moda. Arrivano gli anni 60, occorre adattarsi e fare un po’ di restyling : il vecchio 48 sport ( presentato anche in versione 51 cc per avvalersi della targatura e poter portare un passeggero), muta anch’esso la pelle. Nasce il 48 sprint , “ il ciclomotore per il giovane sportivo” come definisce la rèclame del 1962. Esso ha ora colori metallizzati rosso e oro, e un nuovo telaio a doppia canna e doppia culla per la massima rigidità e tenuta.

La forcella è a molle scoperte, come d’uso in quegli anni e un serbatoio che si rifà a quello della sorella maggiore Ducati èlite 200 cc, con la tipica gobba sovrastante e lo spazio per incassare la testa in piena velocità. Davanti al manubrio a “scopino” in pezzo unico, trova posto un piccolo parabrezza che dona al mezzo una linea davvero sportiveggiante. Tipico di questo 48 il faro anteriore( incorporato nella struttura della forcella) del tipo “Nacelle”, inaugurato sulle Triumph Tiger degli anni 50. Il motore viene fornito dalla casa con un modesto carburatore Dellorto da 12 mm a vaschetta incorporata e cicchetto per l’avviamento. Su questo esemplare è montato un carburatore da 16 mm che consente al motore di esprimere tutta la sua potenza ( circa 4 cavalli) al buon regime di 7500 giri. Ciò è reso possibile dal condotto di aspirazione alesato a 15 mm , anziché i 12 dei primi esemplari, poi ridotti addirittura a 9 mm su quelli degli anni 70. L’accensione è fornita da un volano magnete CEV con bobina interna ( sugli esemplari più recenti con bobina AT esterna: ): a causa di questa scelta non era e non è infrequente fermarsi…ad ammirare il panorama per qualche minuto, in attesa che la scintilla torni alla candela. L’avviamento è a kick-starter con pedivella pieghevole, mentre sui modelli da donna resterà sempre a pedali con sistema frenante contropedale: se tutto è in fase due pedalate e l’aria si riempie di delicata fragranza di fumo all’Oleoblitz 5percento. Le ruote sono da 19 pollici, abbinate a freni a tamburo centrale in lamiera stampata dalla buona resa, considerate le prestazioni di cui è capace la belvetta pesarese. La marmitta, qui per la prima volta a sinistra e dal terminale allungato Lafranconi, strozza anche troppo la voce , era d’uopo svuotarla o sostituirla con altre più corte o, negli anni 70, ad espansione senza silenziatore. Pratico il comodo bauletto portaoggetti sottosella dove trovano posto la trousse di attrezzi e i documenti per la cirocolazione. Alla guida questo 48 è davvero divertente, con le marce ben distanziate e un tiro in salita davvero notevole. Dove però emerge è sul rettifilo, abbassandosi si superano ancora bene gli 80 km orari. Ineccepibile la tenuta di strada grazie al robusto telaio ed agli ammortizzatori di eccellente qualità.


Two years on from the arrival of this 48cc moped a sports version was born, with 15 mm carburettor and increased larger inlet and exhaust ports, allowing the Pesaro machinee to exceed 80 km per hour. One of these 48 is the excellent construction care that guaranteed reliability and top performance of the range together with bright and quite attractive colors. The 60s arrive, you have to adapt and do a little restyling: the old 48 Sport (also presented in the 51 cc version to take advantage of the license plate and to be able to carry a passenger), also sees a change of tone. The 48 Sprint was born, "the moped for the young sportsman" as defined in the 1962 advertisement. It now has red and gold metallic colors, and a new double-barreled frame and double cradle for maximum rigidity and stability.

The forks have exposed springs as oft seen in those years, and the petrol tank harks back to the Ducati Elite 200, with the typical overhanging hump and a space to perch the head at full speed. In front of the one-piece "toilet brush" handlebar, there is a small windscreen that gives the vehicle a truly sporty line. Typical of this 48 is the nacelle headlight in the style of the Triumph Tiger of the 1950s.

The engine is supplied by the house with a modest 12 mm Dellorto carburettor. A 16 mm carburettor is mounted on this example, which allows the engine to develop all its power (about 4 horsepower) at a good 7500 rpm. This is made possible by the intake duct bored to 15 mm, instead of the 12 of the first models, then reduced to 9mm on those of the 70s. The ignition is supplied by CEV magneto flywheel with internal coil (on the most recent specimens with external AT coil); because of this choice it was not uncommon to stop to admire the view for a few minutes, waiting for the spark to return. The kick-starter starts with a folding crank, while on women's models pedals with a coaster brake system are retained - if everything is in phase, two pedal strokes and the air is filled with a delicate fragrance of blue smoke.

The wheels are 19-inch, combined with adequate drum brakes considering the performance of which the Pesaro machine is capable. The Lafranconi muffler, now on the left with elongated end, and in the 70s it was fitted with a rather noisy expansion chamber.

A saddlebag is located beneath the seat and contains tool kit and documents.

Driving this 48 is really fun, with well-spaced gears and a quite remarkable hillclimbing ability. However, where it shines is on the straight, where it still exceeds 80 km per hour. The road holding is impeccable thanks to the robust frame and the excellent quality of the suspension.

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Source: Bretti Brothers


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