14 rotatorio ad altri meccanismi non coassiali, occorre quindi un’idonea trasmissione, a catena o a raggi. La fabbrica- zione delle catene esige grandi numeri e interessa poco i produttori bolognesi, che ricorrono ad industrie nazionali famose, come la milanese Società Italiana Catene Cali- brate Regina Extra. Oltre la catena, per trasmettere il moto rotativo ci sono gli ingranaggi. I due metodi, che possono sembrare anti- tetici, molto spesso si integrano e si completano. Per la produzione di ingranaggi si adoperano acciai speciali che ricevono la tempera superfciale, o cementizia, affnché venga indurita la superfcie, mentre i denti sono ottenuti rettifcando i loro fanchi. Per la tagliatura dei denti si procede con frese proflate, oppure con frese a creatore, ma è anche possibile la dentatura per taglio. Il sistema di funzionamento necessita di assoluta preci- sione nel disegno e nella fabbricazione delle varie parti, come sanno fare solo i tecnici e le offcine eccellenti. Un altro settore degno di nota è quello dei modellatori, ben 25 nel 1954 secondo la Camera di Commercio di Bologna, e delle fonderie, almeno una decina in quegli stessi anni, attività con una grande tradizione al servizio di tutta l’industria metalmeccanica, non solo locale. La meccanica progredisce ed altrettanto fa la siderurgia, anche se in modo meno appariscente. Tra i materiali pre- domina l’acciaio, lega di ferro e carbonio. Si impiegano inoltre acciai speciali, al nichel, al cromo, al nichel-cromo, al manganese, al silicio. Un vero maestro nell’utilizzo del- le leghe di alluminio è Adriano Amadori, che con la ditta omonima produce cerchi, mozzi freni e ruote complete. GRANDI MARCHE, GRANDI COMPETIZIONI Al termine della guerra le gare locali, prima così diffu- se, si diradano perdendo importanza e anche visibilità sulla stampa. A Bologna si corre solo nel Circuito Viale Oriani-Via Trento e Trieste, dal 1948 al 1951, mentre la Bologna-Osservanza si disputa dal 1948 al 1950 e nel 1954. Su iniziativa del Moto Club Ruggeri nasce nel 1958 la Bologna-S. Luca, che si terrà fno al 1963. Dalla fne degli anni Quaranta i Campionati Italiani e quello Mondiale in più prove, le gare nazionali e internazionali, così come quelle di gran fondo su strada quali la Milano- Taranto e il Motogiro d’Italia, assurgono ad eventi sportivi per eccellenza, gli unici in grado di assicurare prestigio e notorietà. Primeggiano, nelle cilindrate da 125 a 250, Benelli, Ducati, Guzzi, F.B Mondial, Moto Morini, MV Agu- sta, Parilla, aziende che possono permettersi gli elevati costi delle squadre corsa. Mondial e Morini si contendono per diversi anni vittorie e Campionati Marche e Conduttori in Italia e all’estero, nelle classi 125, 175 e 250. In particolare, la Mondial dal 1949 al 1951 si fregia del titolo di Campione del Mondo 125 sia Conduttori (con Nello Pagani, Bruno Ruffo e Carlo Ubbiali) che Marche; duplice successo ripetuto nel 1957 nelle 125 (con Tarquinio Provini) e 250 (con Cecil Sandford). Vince il Campionato Italiano Conduttori 125 dal 1950 al 1952 (con C. Ubbiali) e dal 1955 al 1957 (T. Provini); nel 1957 anche nella 175 (sempre con T. Provini); infne, nel 1960, ancora nella 125 (Francesco Villa). La Morini si aggiudica, invece, il Campionato Italiano 125 nel 1948 (Raffaele Alberti), 1949 (Umberto Masetti), 1953 e 1954 Reparto montaggio Cimatti. A destra, motoleggere 75 pronte per la consegna, inizio anni ’50 Museo del Patrimonio Industriale, Archivio fotografco |
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