40 Pagina del Catalogo M.M. 1951 Giampaolo Tozzi, Archivio personale Foglio pubblicitario Enrico Ruffni, Archivio personale GT, GL, rimaste in listino fno al 1964. Nel 1950 entra a far parte della compagine societaria la fabbrica d’armi Pietro Beretta, muore improvvisamente Ettore Minganti e la ragione sociale diventa Metalmeccanica Italiana Val Trompia, senza variare il marchio MI-VAL. La produzione prevede anche i motofurgoncini, o MI-VAL car, 150 e 175 ed il cabinato a 3 ruote Mivalino, costruito su licenza della tedesca Messerschmitt, ma con motore MI-VAL 171,7 a 2 tempi. Non viene trascurato l’impegno agonistico, nel settore Regolarità, che frutta nel decennio Cinquanta vittorie e Campionati Italiani Marca ed Individuali. L’attività produttiva in campo motoristico della MI-VAL, per la quale l’apporto bolognese è andato via via riducendosi, prose- gue fno al 1967, quando viene assorbita dal gruppo Beretta. M.M. La più illustre e titolata casa bolognese esce dalla guerra con lo stabilimento di Via Calvart distrutto dai bombarda- menti. Dopo la Liberazione, con grande sacrifcio, l’ammi- nistratore Antonio Salvia ed il fondatore Mario Mazzetti, tecnico progettista responsabile della produzione, decidono di ricostruire un corpo di fabbrica facendo ripartire l’attività con un programma in parte tradizionale, in parte innovativo, ma senza quell’euforia per le piccole cilindrate che domina ovunque. L’anno 1950 segna una svolta nei programmi M.M.: dal punto di vista produttivo, con l’addio alle classiche 350 C e 500 D a valvole laterali, ma soprattutto da quello societario, per la morte di Salvia e la conseguente decurtazione del capitale, dal momento che gli eredi vengono liquidati con il 50% del valore aziendale. Gli scarsi mezzi impongono quindi la rinuncia alle campa- gne pubblicitarie ed alle competizioni; ciò nonostante va registrato un buon 2° posto nella Classe 250 alla Milano- Taranto 1950. I tipi Sport (o 51 A) e Super Sport (o 51 AS) sono oggetto di continue migliorie; alla 350 C fa seguito in breve tempo una 350 CTS con caratteristiche Super Sport, entrambe in listino fno al 1954, rappresentando quanto di meglio può esprimere la tecnica aziendale. Ma il mercato stenta ad accogliere macchine di gran classe, mentre, sul versante aziendale, il nuovo amministratore non si dimostra all’altezza. Viene conservata solo la linea 250, con il motore 54 A, ed i modelli Turismo, Sport e Super Sport rinnovati. Per le corse in Formula 2 la 54 A Super Sport dà origine ad una 250 Sport SS. Aggravatasi la situazione fnanziaria e commerciale, si tenta il lancio di una 125 a 2 tempi, il cui motore viene realizzato dall’offcina Mario Michelini su disegno di Mazzetti, e di una 175 a 4 tempi monoalbero. Ma giunge la procedura fallimentare, completata verosimilmente nel 1958. Motauto Con tale nome Livio Biagini succede a Bruno Cavani nella gestione e nella proprietà dello stabilimento in Via Mazzini 174. Il 4 aprile 1957, giorno in cui Cavani si ritira, Biagini rende operativo un contratto che trasferisce alla Motauto tutti gli obblighi ed i diritti che Cavani deteneva con l’Auto Union. Si riconosce alla Motauto la facoltà di importare e vendere motocicli originali completi o loro componenti utili per fabbricare a Bologna moto con ciclistica diversa con l’obbligo di utilizzare la scritta e lo stemma DKW. In partico- lare, si ammette anche la fabbricazione a Bologna dei motori Hummel, pagando il diritto di 3 dollari U.S.A. per ogni pezzo, purché venga superato il minimo di 3.000 unità all’anno. Rimangono dunque buoni i rapporti con l’Auto Union DKW e attive le linee di costruzione avviate sotto la gestione Cavani, proseguendo la collaudata sinergia italo-tedesca anche in seguito, quando il commercio delle automobili richiede una sempre maggiore attenzione. Motofash Non sembra una vera fabbrica di motociclette, ma piutto- sto un centro organizzativo che ottiene il prodotto fnito delegando ad altri la costruzione delle singole parti e forse anche l’assemblaggio. Nella pubblicità si presenta come Motofash Srl-Società Industriale per l’esportazione con sede a Bologna in Piazza Galileo 6, ma non viene precisato se e dove gestisce un’offcina. Comunque partecipa al Moto- salone milanese del novembre 1956, con quattro pezzi: un micromotore 48 a 2 tempi e 3 esemplari Motofash, |
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