28 A.C.S.A. Costituita nel 1941 come Accessori per Cicli Società Anonima, ed oggetto di successive varianti circa le re- sponsabilità amministrative, l’azienda costruisce telai Veltro adatti a micromotori di vario tipo (Mosquito, Cucciolo, CAB e simili). Ad essi si aggiungeranno, nel 1952, i Veltro 350 Parilla. Gli stessi modelli Veltro sono disponibili anche col marchio Gordio, con motori fno a 125 cm³. Sono in listino anche motobiciclette complete. Specialità della ditta sono i telai Master’s in lamiera stampata, per motori con trasmissione a rullo di aderenza, insieme con le forcelle a parallelogramma od a biscottini inferiori. Nel primo dopoguerra sviluppa l’attività commerciale assumendo le rappresentanze di Parilla, MAS, BSA, NSU, Sachs, ma con scarsi risultati e chiude defnitivamente nel 1955. Albertazzi Prima della guerra Luigi Albertazzi si fa onore come pilota nelle specialità turismo, velocità, cross-country, regolarità, motoalpinismo, spesso alla guida di Rudge e Moto Guzzi. Nel 1945 dispone di un’officina per cicli e moto in Via Savenella, continuando l’attività sportiva, con ottimi piaz- zamenti anche nel motocross, ad Imola del 1948. Come tecnico si deve ad Albertazzi la realizzazione di numerosi telai elastici per i micromotori Alpino, di cui era rappresen- tante. Verso il 1950 trasferisce l’Azienda in Via degli Angeli e nello stesso anno vince su Triumph 350 a Gavirate ed a Imola, ottenendo il Trofeo Nazionale Motocross. Ridotto poi l’agonismo, seguita a trattare i prodotti Alpino, anche in versione motoleggera e, nel 1960, prende la gestione di un laboratorio per brunitura e zincatura in Via L. Valeriani. Baldi Soltanto una fotografia dimostra l’esistenza di questo ciclomotore, nel decennio Cinquanta. Probabilmente è opera di un’offcina Baldi con sede in Viale Guidotti, fuori Porta Sant’Isaia, che ha dedicato molta attenzione al telaio, di tipo in tubi d’acciaio a doppia culla continua. Il motore assomiglia al modello F.B.M., con cambio in blocco e pe- daliera incorporata. Tutto l’insieme sembra un prototipo artigianale, mai costruito in serie. BERNEG Subito dopo la guerra Paride Bernardi effettua riparazioni elettromeccaniche in Via Santa Caterina 59, poi si trasfe- risce nel 1952 in Via Porrettana 146 dove esercita il me- stiere del battiferro. Nello stesso anno Bruno Negroni, col fratello Enzo, apre un’offcina in Via Andrea Costa 125/3, che nel 1954 diventa “offcina meccanica di precisione e costruzione di motocicli”, lavorando e completando per la D.B.D. i componenti grezzi provenienti dalla fonderia o dalla forgiatura. L’attività congiunta delle due ditte come BERNEG inizia a metà degli anni Cinquanta per partecipare, con una produzione di alto livello tecnico, alla grande domanda del mercato motociclistico. Il progetto viene affdato a Corrado Menini, perito industriale già in forza alla Ducati, Bernardi fornisce i telai, i serbatoi, i parafanghi, Negroni si occupa delle parti motore, con relativo assemblaggio. Ad altri pezzi essenziali provvede l’indotto bolognese, nel migliore dei modi. Sede operativa BERNEG è dapprima l’offcina Negroni, ma poco tempo dopo è un ampio fabbricato a Casalecchio di Reno, in Via Porrettana 20/2. La nuova moto bicilindrica 160 chiamata Iridea viene pre- sentata alla Fiera Campionaria di Milano, nell’aprile 1955, poi, in versione defnitiva nel novembre successivo, sempre a Milano, alla XXXIII Mostra del Ciclo e Motociclo insieme ad una 175, la Fario, la cui struttura è molto simile a quella dell’Iridea, ma con qualche numero diverso. La Fario Sport è ben dotata quanto a potenza e velocità, ma non è in grado di affrontare le gare di Formula 2. A tale scopo, su richiesta di qualche pilota privato, la ditta ha forse elaborato degli esemplari di superiori prestazioni. Va a questo proposito ricordato il 16° posto in Classifca Generale (su 175 macchine Sport) guadagnato da Rubatto nel Motogiro 1957. L’impegno BERNEG in campo motociclistico si conclude verso il 1961, avendo costruito circa 300 Iridea e 500 Fario. Negrini riprende a svolgere lavori di precisione meccanica, Bernardi si impegna negli anni successivi con un forte programma a base di telai, forcelle, parafanghi ed accessori per ciclomotori e scooter, dando poi vita, nel 1973, alla Società Bernardi Mozzi Motor. B.M. Nato a Granarolo Emilia, nel 1903, Marino Bonvicini, conclusa la carriera di corridore ciclista, resta in questo ambiente allestendo un’offcina da meccanico. Terminata la guerra, intensifca il lavoro di riparazione e vendita pezzi di ricambio con la costruzione di telai e bici complete, trasferendosi in Via S. Vitale (poi Via Massarenti) alla fne del 1947. Cogliendo l’occasione del nascente mercato ciclomotoristico, produce un telaio in tubi adatto per vari micromotori a rullo o a catena, con forcella anteriore. Nel 1950 realizza una motoleggera Tipo Turismo, con motore 125 monocilindrico. La seguono ben presto seguiti i Tipi 55 case costruttrici negli anni '50 Foglio pubblicitario A.C.S.A. Enrico Ruffni, Archivio personale |
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