34 Falchetto Non si hanno notizie della moto con questo marchio, dotata di un motore 125 (o forse 160) monocilindrico a 2 tempi, che conosciamo da un’unica fotografa, dalla quale si possono comunque distinguere alcuni particolari tipici della produzione degli anni 1954-’56. F.B.M. Vittorio Minarelli, dopo un lungo servizio militare nella seconda metà degli anni Venti, si distingue per la bravura come meccanico nella preparazione delle auto da corsa, ma anche come seconda guida o pilota. Lavora quindi alla Ford Italia, fuori Porta S. Felice, dal 1936 al 1939, dove diventa capo-offcina, quindi alla G.D fno al 1943. Dopo il diffcile dopoguerra, nel 1951 fonda la “F.B.M.”, Fabbrica Bolognese Motocicli, con Franco Morini, giovane di età ma non di esperienza, avendo lavorato come disegnatore alla Ducati e alla Moto Morini con lo zio Alfonso. In un’offcina in Via Saff 37, iniziano un'attività per conto terzi, come la ditta milanese di Aldo Guazzoni. Nel 1952 la F.B.M. presenta con propria marca l’origi- nalissimo Gabbiano, con motore 125 cm3 e cambio a 3 marce, che ottiene una risposta favorevole dal mercato. Al Gabbiano fanno seguito, nel 1953, il motocarro leggero Gabbiancar ed il Vampir con motore di 200 cm3 a 4 tempi. Nello stesso anno la ditta partecipa con il Gabbiano a diver- se manifestazioni sportive e si aggiudica con il dipendente e pilota Arteno Venturi ben 24 prove di regolarità. Gli ordini aumentano, per cui la F.B.M. si trasferisce nel 1954 in Via Ghisiliera 15, dove nasce il Pettirosso, un motore di 48 cm3 a 2 tempi destinato ad avere una fortunata discendenza. Nel 1956 la gamma aziendale diventa più ricca, tanto da rendere necessario l’allestimento di un nuovo stabilimento in Via Battindarno 224/16, ma i dissidi tra Minarelli e Morini portano, verso la fne dell’anno, a separare l’attività e all’inevitabile costituzione di due aziende distinte ed au- tonome, la F.B. Minarelli e la Franco Morini Motori, che per qualche tempo coabitano nel medesimo stabile (ma Morini si trasferisce ben presto in Via Triumvirato), seguitando a costruire motori con minime varianti. F.B Mondial Interrotta dagli eventi bellici, la lunga collaborazione tra la F.B dei fratelli Boselli e l’offcina bolognese Drusiani di Via Milazzo, ora gestita direttamente dalla ditta di Milano, conti- nua nel dopoguerra. Ad Alfonso Drusiani, ormai dipendente, Giuseppe Boselli commissiona una 125 a 4 tempi che fa il suo esordio sportivo nel 1948 e negli anni successivi non ha rivali in tutti i circuiti: è Campione del Mondo nel 1949, 1950, 1951 e Campione d'Italia nel 1952. Sull’onda del successo sportivo si modella anche una pro- duzione turistica, con una 125 a fne 1949, cui seguono nel 1951 una 200 a 4 tempi e, nel 1952, una 125 a 2 tempi, assieme ad una 160 pure a 2 tempi e lo scooter Sogno con la stessa cilindrata. Il listino 1954 comprende le 125 a 4 tempi Gran Sport e Competizione, i tipi a 2 tempi (con motori F.B.M.) Sogno, Turismo e Sport Lusso, i tipi 200 a 4 tempi Turismo, Lusso e Sport Lusso. Anche per la produzione turistica la Mondial fa ricorso ad offcine bolo- gnesi per i gruppi motore-cambio (F.B.M., Mario Michelini, Amedeo Rocca) e componenti varie. Tornando alle competizioni, nel 1954 è pronta una nuova 175 bialbero che porta l'anno seguente alla conquista del Campionato Italiano Seniores. La 125, rielaborata e maggiorata a 175, può addirittura competere tra le 250. Invece non ha seguito una 250 bicilindrica datata 1956. Le “stradali” di quegli anni si chiamano 125 Champion a 4 tempi, Constellation 200, Sogno 160 a 2 tempi, Metropol 160 a 2 tempi, Turismo e Sport 175 monoalbero, ciclo- motore Mondialino 48 a 2 tempi. Con il 1957 termina il periodo aureo della Casa, che si aggiudica il Campionato Mondiale Marche per le classi 125 e 250, assieme al Campionato Mondiale Costruttori. Giunta all'apice della sua parabola, la Mondial rinuncia uffcialmen- te alle corse, anche se dispone di una 125 desmodromica a 4 alberi in testa. Per il mercato il 1958 porta alcune novità ed alcuni rifacimenti: Mondialino 48, 125 a 4 tempi Turismo e Lusso, 175 a 4 tempi Sprint e Super Turismo, 175 monoalbero TV Sport e Super Sport, 200 a 4 tempi Confort. Nel 1959, trentennale della Ditta, viene presentata la cosiddetta “Serie Oro”, che comprende ben 7 modelli: i 2 tempi 70 e 75 Scugnizzo, i 4 tempi 98, 125, 175, 200, i ciclomotori Turismo e Lady. F.M.B.-Telaimotor Il marchio di fabbrica (a volte con la variante M.F.B.) ri- prende le iniziali dei titolari, Umberto Fantini e Athos Busi. Fantini, nato a Milano nel 1921, dopo aver preso residenza a Bologna si occupa della costruzione di telai per cicli e moto, come pure di accessori elettrici. Busi è quel mede- simo che fn dal 1946 ha lavorato nel suo negozio-offcina di Via Fossolo 38 per costruire le moto Nettunia, con buon esito, ma anche con grave indebitamento e fallimento nel 1953. Meglio dotato sotto l’aspetto fnanziario, Fantini nel marzo 1959 iscrive alla Camera di Commercio di Bologna la ditta Telaimotor di Fantini Umberto SAS per la fabbricazione ed il commercio di motocicli, micromotori, telai, ricambi ed accessori, parti meccaniche applicate all’elettronica. Il socio Busi mette a disposizione la sede di Via Fossolo. Il capitale iniziale consente un’adeguata attrezzatura d’offcina, e il lavoro inizia ancor prima della Foglio pubblicitario Enrico Ruffni, Archivio personale |
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