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European Motorcycles

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cerchi, mozzi, freni adatti a qualsiasi tipo di motoveicolo.

Cavani, che nel 1949 progetta e brevetta una sospensione

posteriore a forcellone oscillante, applica al telaio made in

Bologna il motore DKW 125 RT prodotto dalla nuova Auto

Union GmbH, che non ostacola l’iniziativa, rinnovandogli la

concessione di rappresentanza. In tal modo Cavani può

vendere sia le moto, diciamo, ibride, sia le moto del tutto

originali costruite a Ingolstadt o a Düsseldorf.

L’anno 1949 ha un singolare valore storico: viene uffi-

cialmente costituita l’Auto Union GmbH e nel contempo

vengono presentate sia la RT 125 W costruita in Germania,

sia la RT 125 W costruita a Bologna. A questo tipo base,

o Turismo, Cavani dà subito seguito con altre versioni: W

Gran Turismo; W Sport, nel 1952, utilizzata con successo

anche in gare di fondo e di regolarità; Lusso I serie, in

vendita dal 1952 al ’56, vincitrice con la squadra corse

DKW della 6 Giorni Internazionale di Bad Aussee 1952;

Sport I serie prodotta nel 1954-’55; Sport II serie nel 1956;

Lusso II serie nel 1957.

Ad inizio 1957, frmato l’atto di cessione a favore del ni-

pote Livio Biagini che da tempo lo coadiuva, la ditta Bruno

Cavani cessa ogni attività. Si ignorano i motivi della grave

decisione.

Ducati

La SSR (Società Scientifca Radio-brevetti) dei fratelli Duca-

ti, fondata nel 1924, nell'immediato dopoguerra individua

nei motori ultra economici il settore in grado di trainarne

la ripresa.

Su licenza della torinese SIATA inizia quindi la costruzione

del micromotore Cucciolo, di cui rileva nel 1948 i diritti per

produrlo in proprio ed in escusiva. Ha un grande successo

di vendite, per la sua effcienza e i bassi consumi, e viene

proposto, in varie versioni, fno al 1957. Risale al 1949

la motoleggera Ducati 60, così maneggevole da essere

pubblicizzata anche per il pubblico femminile; segue l'anno

successivo una versione 65 sportiva.

Alla ricerca di nuove fasce di mercato, Ducati propone nel

1952 il Cuiser, uno scooter curato nel design da Ghia, con

interessanti ed innovative caratteristiche tecniche, ma che

non riscuote interesse.

Nel maggio 1954, pochi mesi prima del passaggio alla

gestione statale come Ducati Meccanica, viene assunto

l'ingegnere Fabio Taglioni, che con la sua eccezionale

competenza tecnica è destinato a fare la fortuna della

casa di Borgo Panigale. Appronta subito nel 1955 la Gran

Sport 100 “Marianna” e l'anno successivo la versione

125. Instancabile, sempre in ambito sportivo propone nel

1956 le Grand Prix 125 Desmo, la prima moto con questo

dispositivo, e 125 bialbero, nel 1957 la 175 F3. Sono anni

di grandi affermazioni per la Ducati, nelle gare di durata

Milano-Taranto e Motogiro d'Italia e nei grandi circuiti italiani

ed esteri, dal Gran Premio delle Nazioni a Monza al Tourist

Trophy sull'isola di Man in Gran Bretagna.

Accanto alle moto da competizione, ed anche grazie ad

esse, nascono versioni per il mercato, come nel caso della

175 monoalbero presentata nelle versioni Turismo, Sport

e Super Sport al Salone di Milano 1956. Con una 175 T

Giorgio Monetti e Leopoldo Tartarini portano a termine il

loro incredibile giro del mondo.

Alla fine del decennio il mercato mostra segni di stan-

chezza, i costi impongono alla Ducati di limitare l'attività

sportiva a favore del comparto stradale che produce nel

1959 la splendida Elite 200.

Inserzione pubblicitaria

“La moto”, aprile 1960

Inserzione pubblicitaria

XXIX Esposizione Internazionale

del Ciclo e del Motociclo.

Guida Uffciale, 1952