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European Motorcycles

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utilizzino soluzioni innovative, spesso precorritrici nel

panorama motoristico nazionale. Tra il 1924 e il 1942

sono ben 9 i dispositivi originali da lui ideati, 7 dei quali

brevettati, tutti utilizzati sulle M.M.: motore, camera di

combustione, cambio, frizione, pompa dell’olio, forcella

telescopica idraulica.

A riprova della sua versatilità, progetta anche un mo-

tore stellare per aereo e costruisce una monoposto di

piccola cilindrata alla fne degli anni Trenta, non si sa in

che modo e per quale scopo. Di essa restano alcune

fotografe, che ritraggono un’auto da corsa monoposto,

con ruote anteriori a molleggio rettilineo forse idraulico.

Certamente ha freni in elektron e scocca in lega leggera,

modellata da Giuseppe Bonora, celebre per i suoi tappi

carburante rapidi, per i telai da record M.M. e per le

carrozzerie di alcune auto Maserati ed Alfa Romeo. La

guerra impedisce i collaudi di questa macchina che va

perduta durante il confitto.

Le sanzioni dopo l’invasione dell’Etiopia e l’uscita di Alfonso

Morini dalla ditta non ledono le capacità produttive azien-

dali quanto l’ingresso dell’Italia in guerra nel 1940: ogni

attività industriale è convertita a scopi militari, l’offcina è

autorizzata unicamente a costruire motocarri e ad eseguire

riparazioni su veicoli dell’esercito.

Dopo la guerra, ricostruito nel 1946 lo stabilimento di-

strutto da un bombardamento, realizza una produzione

motociclistica esigua per numero ma eccellente per qualità.

Ogni piano di rilancio commerciale viene meno con la scom-

parsa di Antonio Salvia nel 1950. Si producono soltanto

pochi modelli 250 e 350, con opportune migliorie. Per il

segmento utilitario si tenta di vendere una 125 con motore

a 2 tempi disegnato da Mazzetti e costruito dall’offcina

di Mario Michelini.

Per l’impiego agonistico in Formula 2, la 250 54 A Super

Sport dà origine nel 1956 ad una velocissima 250 SS Su-

per Sport. Quasi contemporanea è una 175 monoalbero a

catena con promettenti caratteristiche, ma che non supera

la fase sperimentale, causa l’aggravarsi delle passività di

bilancio. Una tendenza irreversibile e destinata ad affrettare

il fallimento, nel 1958.

Mazzetti deve rassegnarsi alla triste procedura, ma non

certo all’inerzia professionale. Quando la M.M. chiude i

battenti, o forse anche prima, accetta una consulenza

richiesta dalla F.B. Minarelli per mettere a punto un motore

125 a 4 tempi. Muore a Bologna il 25 ottobre 1964.