8 1946 1951 1956 1961 1966 Totale veicoli circolanti 410.903 896.074 1.969.183 5.987.348 9.150.362 Automobili circolanti (% sul totale dei veicoli) 149.649 (36,42%) 425.283 (47,46%) 1.030.663 (52,31%) 2.449.123 (40,91%) 6.356.578 (69,46%) GLI ANNI DELLA CRESCITA ECONOMICA Negli anni Cinquanta l’Italia si lascia alle spalle le mace- rie della guerra ed è protagonista di una grande crescita economica, trainata dall’industria meccanica con il consi- derevole apporto di quella motoristica. Rispetto alla me- dia nazionale, l’Emilia-Romagna è caratterizzata da una ripresa più lenta, ma a cominciare dal 1954 si registra una decisa accelerazione, testimoniata dalla nascita di una molteplicità di piccole e medie aziende. L’industria motociclistica, soprattutto a Bologna, ne costituisce uno dei volani. Il mercato del dopoguerra, dopo un’iniziale of- ferta di motori ausiliari e piccole cilindrate in grado di sod- disfare le esigenze della motorizzazione popolare, amplia la sua gamma produttiva con una grande quantità di mo- delli, soprattutto tra i 48 e i 175 cm3, rivolgendosi ad ac- quirenti che stanno via via raggiungendo un’accettabile disponibilità economica. Solo le grandi marche nazionali, come Benelli, Gilera o Guzzi, forti del loro nome e di una grande capacità produttiva, continuano a proporre moto di cilindrate maggiori. Inoltre, si assiste alla prepotente affermazione degli scooter con Vespa, in primo luogo, e Lambretta cui le statistiche del settore attribuiscono oltre il 20% dei veicoli circolanti. E all’orizzonte, sul fnire del decennio, si profla l’avvento dell’automobile. Lo scenario bolognese è ancora una volta estremamente vivace, con le sue 55 marche di motocicli fniti, perlopiù di piccole e medie cilindrate, senza considerare le moltissi- me attività legate alla componentistica. Solo alcune hanno o si avviano ad avere un assetto ed una organizzazione produttiva moderni, con signifcativi riscontri economici: in città Ducati e Moto Morini, a Porretta Terme la DEMM; inoltre le lombarde-bolognesi F.B Mondial e MI-VAL. Mar- che storiche prestigiose come C.M e M.M., con alti livelli qualitativi in tutte le lavorazioni, soffrono i mutamenti in corso e affrontano il declino. Altre sono agli inizi, desti- nate ad un futuro brillante. Accanto a piccolissimi produttori, meccanici volenterosi che si cimentano con la realizzazione di qualche esempla- re per poi scomparire, sono molte le ditte che, con un esi- guo numero di addetti, producono motocicli interessanti e di buona qualità, come, ad esempio, BERNEG, COMET, F.B.M., DKW-Cavani. Per quest’ultima, come anche per altri costruttori, tra cui F.M.B.-Telaimotor, Guizzo-Palmieri & Gulinelli, Meteora, R.E.V.A.-Fochj, Testi, assistiamo alla proposizione di molti modelli, con motori diversi, come N.S.U. o Sachs magari della stessa cilindrata, con qual- che variante nella ciclistica e nella livrea. Una vivacità produttiva per certi versi sorprendente, che non sempre trova riscontri positivi da parte degli acquirenti. Moto bolognesi degli anni 1950-1960 ANTONIO CAMPIGOTTO, BENEDETTO FRAGNELLI, ENRICO RUFFINI La motocicletta incontra l’automobile Mario Michelini e il pilota Tarquinio Provini (accosciato) con la Mondial 250 bicilindrica, 1956 Archivio famiglia Marzocchi, foto W. Breveglieri Fonte: ACI, Serie storiche sullo sviluppo della motorizzazione (…) in Italia negli anni 1921-2011 |
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