48 Nei primi decenni del Novecento il mercato italiano delle motociclette è ancora rivolto ad una ristretta élite di appassionati attratti soprattutto da alcune marche estere ed italiane, come Bianchi e Borgo. Questo panorama subisce un improvviso cambiamento a seguito del primo confitto mondiale. Lo sforzo bellico richiede alle aziende legate alla motoristica un grande impegno tecnologico: molti giovani, dopo aver prestato servizio militare come meccanici o autisti, si avvantaggia- no delle accresciute cognizioni professionali per tentare l’avventura imprenditoriale; inoltre, si amplia la richiesta di mezzi di trasporto autonomo a buon mercato. Ciò accade sia in Italia come negli altri paesi belligeranti, vincitori o sconftti. Nel 1919, la Germania, forse per prima, comincia a ven- dere ovunque l’effcientissimo motorino DKW di 118 cm3. A Bologna se ne avvalgono subito la ABRA di Alfeo Rodolf, la S.A.D.E.S. (Società Articoli Dattilografci e Sportivi) e la S.I.R.I.E. (Società Italiana Rappresentanze Importazioni Esportazioni). 2003. Le veterane degli anni Venti. Agli albori dell’industria motociclistica bolognese Le foto che illustrano l’articolo sono di Rino Bertuzzi e provengono dall’Archivio fotografco del Museo del Patrimonio Industriale ALESSIO ZOEDDU Le esposizioni precedenti: 2003-2018 |
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