45 motori e loro parti, pezzi di ricambio; viene assunta inoltre la rappresentanza NSU. La fabbricazione si limita ai telai nell’offcina in Via Malvasia 61. Alla XXXI Esposizione di Milano del 1953, la Fochj (non si conosce il motivo dell’uso nel logo della j fnale) presenta dei modelli con motori NSU 98 a 4 e 2 tempi, 125 a 2 tempi, motocarri di cilindrata 125 e 200 a 2 tempi. Un coraggioso esordio, che dimostra conoscenza della tecnica costruttiva e del mercato. Contemporanea, ma senza seguito, è una 150 con motore Triumph Terrier. A dimostrazione dell’alta effcienza operativa dell’azienda, nel 1953 fa il suo esordio, rimanendo poi a listino fno al 1957, anche una bella “quarto di litro” con motore NSU Max. In quello stesso anno a Neckarsulm comincia la fabbri- cazione in serie del micromotore Quickly, che ottiene un successo di portata europea. Semplice, sicuro, economi- co, versatile per gli impieghi più diversi, viene utilizzato anche dalla Fochj, sempre attenta al settore utilitario, che dal 1954 al 1957 lancia sul mercato almeno 11 modelli equipaggiati NSU Quickly. Il 1957 è un anno nefasto per l’industria motociclistica italiana, e della crisi risente anche la Fochj, che alla XXXV Esposizione di Milano espone 3 modelli con motori di tipo non riscontrabile sui cataloghi NSU. L’incredibile proliferazio- ne delle versioni, quasi tutte destinate a rimanere costruzioni uniche e sperimentali, non giova a superare la crisi, anzi la peggiora. Nel dicembre 1958 cessa quindi uffcialmente il lavoro, mentre il fallimento sopraggiunge nel 1963. Rondine Questa ditta artigiana presente a San Giovanni in Persiceto fn dal 1924, nel dopoguerra ripara biciclette e fabbrica telai di propria ideazione vicino a Porta Garibaldi. Vi la- vorano Alfonso Galletti ed il fglio Giorgio, affermandosi presto per le ben riuscite forcelle telescopiche anteriori e le sospensioni posteriori telescopiche a smorzamento meccanico. Con queste equipaggiano le moto biciclette Rondine, dotate in prevalenza di motori Cucciolo 48, ma anche di motori Mosquito 38 e 38B. A partire dal 1950, ne realizzano e vendono un centinaio. Non possono però sostenere il confronto con le vere industrie e devono trasfe- rire l’offcina prima nell’ex molino Lanzarini, poi in Via Cento, limitandosi alle riparazioni ed al commercio di prodotti fniti, senza escludere qualche “opera d’arte” Galletti-Mosquito. S.A.M.P. La S.A.M.P. (Società Anonima Meccanica di Precisione) nasce nel 1936 e trova sede in Via Rappini 29. Ben presto guadagna stima per l’alta qualità dei suoi prodotti, ingra- naggi cilindrici e conici di ogni tipo, nuovi o rettifcati. Nel 1939 fabbrica anche viti senza fne, riduttori per mozzi eliche, riduttori di velocità, ricambi per auto, moto e trattrici. Dopo la guerra ha gli uffci in Via Galliera 12 e lo stabilimento in Via Ponte Romano 38. Verso il 1952, diventata Società per Azioni, si dota di speciali tecnologie riguardanti le macchine traflatrici multiple, i telai meccanici per la fabbricazione di tele metalliche per dentatrici tipo Fellow e Lorenz. Un ampio programma operativo che non esclude i micromotori, considerati ormai beni di consumo popolare. Nel 1954 sono pronti per la vendita due modelli 48, chiamati Farfallino, con medesimo gruppo termico e distribuzione a 2 tempi. L’offerta commerciale dei motori S.A.M.P. dura due anni ed ottiene un discreto ma labile successo. Trasferitosi nel 1958 lo stabilimento in Via Stalingrado 79, ben altri sono i programmi dell’azienda, che guarda molto lontano. Serafni Più noto per i suoi motori da aeromodello, l’Ing. Augusto Serafni, bolognese residente a Firenze, non trascura le moto. Nel 1950 realizza una Special 250 monoalbero. Foglio pubblicitario Mauro Galli, Archivio personale Inserzione pubblicitaria “Moto novità accessorio”, dicembre 1962 |
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