20 grandissimo. Vere e proprie folle di appassionati si ac- calcano nella settimana di gara lungo gli oltre 3.000 km del percorso. La sua formula, ad iscrizione libera con una diaria per ogni partecipante, fa sì che vi prendano parte non solo i piloti più o meno uffciali, ma anche quelli “liberi”: il 1° anno sono nel complesso 377, il 2° 550, dopodiché viene fssato un limite. I mezzi d’informazione (i quotidiani sportivi e non, le riviste del settore, la radio, la televisione, i cinegiornali) lo seguono con grandissima attenzione e ne riverberano l’importanza, esaltando le gesta di piloti e moto. Una visibilità che attira subito l’interesse delle case costruttrici, sia le piccole presenti in gran numero, ma soprattutto quelle più importanti a livello nazionale, organizzate con meccanici e attrezza- ture al seguito. L’intento per queste ultime, poco più che una speranza per le altre, è di una ricaduta a livello di notorietà del marchio e quindi delle vendite, che però, secondo molti addetti ai lavori dell’epoca, non sempre furono pari alle attese. ASSOCIAZIONISMO DIFFUSO: I MOTO CLUB Gli anni Cinquanta vanno ricordati anche per la presen- za e le iniziative di molti Moto Club autonomi sorti a Bo- logna e un po’ dovunque in tutta la provincia. Fenomeno tipicamente emiliano, simile ad altri di carattere sindaca- le e politico, che manifesta il desiderio di libertà dopo tanti anni di regole e discipline imposte dall’alto. Spesso tali sodalizi contano pochi iscritti, non hanno personalità giuridica, vivono come ospiti di aziende o di negozi. Li Ennio Rondelli su Mondial 175 al II Motogiro d’Italia, 1954 Archivio famiglia Ennio Rondelli |
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